Le erbe di maggio

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Benefici delle erbe aromatiche
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Siete pronti per le camminate all’aperto? Molte erbe commestibili stanno andando in fiore, anche se i nuovi germogli non mancano di certo e poi nei prati, nei boschi, lungo i canali, ci aspettano tante sorprese. 

Maggio è il mese in cui possiamo trovare una grande quantità di erbe spontanee, che si caratterizzano per un’elevata concentrazione di principi attivi e sono ricche di oli essenziali. Questo perché, crescendo naturalmente e senza innaffiature regolari, devono fortificarsi e concentrare le proprie essenze per proteggersi dal caldo estivo.

Gli oli essenziali hanno importanti proprietà benefiche e utilizzare in cucina le erbe aromatiche aiuta il sistema immunitario, fornendo al nostro corpo molte sostanze nutrienti, che assicurano il nostro benessere psicofisico.

Ecco quali sono le principali erbe che possiamo trovare in questo periodo nei nostri prati e boschi:

  • Melissa: pianta spontanea perenne utilizzata fin dall’antichità come rimedio per nervosismo e malinconia, viva in rapporto simbiotico con le api, che sono ghiottissime dei suoi fiori. Nell’Antica Grecia le “Melisse” erano sacerdotesse che nei propri riti utilizzavano, appunto, il miele per lavare la lingua e le mani degli iniziati, per rendere pure le loro parole e le loro azioni. La melissa cresce nei pascoli e nei prati umidi, lungo le siepe o sui ruderi. Le sue foglie secche vengono utilizzate per conferire un gustoso aroma a formaggio, funghi, macedonie e frittate, o anche per preparare tè e birre.
  • Erba alliaria: dal sapore simile a quello dell’aglio, cresce sui terreni boschivi. È una pianta spontanea perenne estremamente digeribile e delicata, dai molti utilizzi in cucina. I fiori bianchi si possono gustare a crudo nelle insalate, mentre i semi, dal gusto simile a quello della senape, aromatizzano zuppe e minestre. Le possono essere usate negli infusi, nei succhi, nei pesti a crudo o per insaporire torte salate e piadine.
  • Robinia: caratterizzata da grappoli di fiori bianchi candidi e profumatissimi, è un arbusto che ama l’umidità e cresce molto velocemente. Ora ad essere l’ingrediente principale del miele d’acacia, i fiori di robinia sono ottimi crudi in insalata o pastellati e fritti, sbattuti con l’uovo e mangiati in frittata.
  • Finocchietto selvatico: di questa pianta molto aromatica, utilizzata da sempre in cucina, si possono utilizzare le foglie, i fiori e i semi, cioè le parti a più alto contenuto di oli essenziali e di anetolo, il composto responsabile del profumo e del gusto tipico del finocchietto, dolce e fresco, che ricorda quello dell’anice. È il protagonista indiscusso di molte ricette tradizionali, dai primi piatti, alla pasticceria fino ai liquori, e possiede tante virtù salutari: combatte l’aerofagia e i problemi di digestione, gli spasmi addominali e le coliche d’aria ed è un ottimo antiemetico, antispasmodico e antinfiammatorio.
  • Ortica: questa diffusissima erba urticante, se cotta, si presta a mille piatti e ricette, dai risotti, alle zuppe, fino ad arrivare agli sformati. Se ne può utilizzare praticamente ogni parte, ma in cucina è preferibile servirsi delle cime più fresche e tenere.
  • Spinacio selvatico: il suo nome scientifico, Chenopodium, significa “piede d’oca” a causa della forma delle sue foglie. È una pianta conosciuta sin dall’antichità e apprezzata per il suo valore nutritivo, ma anche per il gusto saporito. Anticamente considerato un alimento povero, è oggi una spezia molto ricercata. In cucina si utilizzano i giovani germogli teneri, che vengono consumati crudi, lessi o soffritti in padella.

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