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Voglia di biologico? Siete in buona compagnia.

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Cresce la voglia di cibo biologico in Italia. La Lombardia traina la spesa nazionale del settore. E la provincia più agricola d’Italia, Pavia, vede crescere la sua superficie coltivata a biologico.

Il biologico sta crescendo in tutto il mondo e in Italia occupa il 14% della superficie agricola nazionale. È la provincia di Pavia, spinta dal riso, a guidare il boom di coltivazioni biologiche, che in sei anni in Lombardia hanno aumentato del 38% la superficie occupata.

Non è un caso, se pensiamo che, secondo una ricerca della società di studi Gfk, il 42% dei consumatori predilige nutrirsi con alimenti biologici. Il settore è in crescita, anche se c’è molta più concorrenza e tante aziende che seguivano metodi di coltivazione convenzionali si sono improvvisate nel biologico per seguire un trend in crescita.

In crescita anche il segmento delle bevande alternative al latte

Secondo una recente ricerca Euromonitor, nel 2002 il fatturato di questo segmento era il 5% del totale, nel 2021 salirà al 20%. Il mercato delle bevande vegetali sta vivendo negli ultimi anni un trend di crescita esponenziale. Da alternative al latte a prima scelta per tantissimi consumatori, a partire dalla prima colazione: dagli intolleranti al lattosio, ai vegetariani e vegani, a chi predilige queste bevande per l’ampia scelta di gusti e la loro naturale digeribilità. Manca, tuttavia, una legge chiara in merito, che regolamenti questo settore, a tutela dei consumatori.

Bio? Sì ma non al 100%

Allevatori del biologico potranno continuare ad alimentare i propri animali (suini e avicoli) con mangimi costituiti fino al 5% da proteine non biologiche. Questa la decisione della Commissione europea, che ha infatti prolungato la deroga per mangimi per suini e pollame biologici che doveva scadere alla fine di quest’anno. Senza questo intervento, a partire dal gennaio 2018, la legislazione avrebbe richiesto una dieta con mangimi 100% biologici per avicoli e suini. in Europa. Inoltre si attendono nuove regole europee sulla produzione biologica e sull'etichettatura dei prodotti biologici. Altre riforme implicheranno cambiamenti nell'industria mangimistica biologica nelle aree dell'approvazione di prodotti e sostanze, controlli e import. Il nuovo regolamento sul biologico potrebbe applicarsi già dal primo gennaio 2021.

L’eccezione che diventa regola

Le riforme della legislazione sul bio dell’UE consentirebbero anche una deroga, a determinate condizioni, relativa all’uso di mangimi proteici non biologici nella nutrizione di pollame e suini: potrebbero essere utilizzati, a determinate condizioni, fino a cinque anni dopo la data di entrata in vigore della riforma, dunque fino al 2026, se tale mangime non è disponibile nella versione biologica. Così si rischia, però, di trasformare un’eccezione in regola, proprio nel settore del biologico, che normalmente è molto tutelativo nei confronti dei consumatori e restrittivo riguardo alla presenza di materie prime non certificate.

FederBio: meglio il mangime in conversione

Roberto Pinton, esperto del settore e consigliere delegato di FederBio, commenta: “La deroga è necessaria perché gli allevatori non possono non dare da mangiare ai propri animali, di fronte a un’emergenza. Detto questo, l’Europa deve lavorare ad armonizzare il livello di produzione di sementi bio al fabbisogno necessario negli allevamento. Aggiungo che sarebbe molto più logico, in caso di penuria, ricorrere ai mangimi in conversione al biologico, che già vengono coltivati senza pesticidi di fatto, piuttosto che al convenzionale”.

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