Buone abitudini , Alimentazione

In Italia cresce il consumo di alcolici

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Consumo di alcolici in aumento
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Cresce il consumo di alcol e scatta subito l'allarme dell'Istituto superiore di Sanità. In Italia sono 8 milioni e 600 mila i consumatori di alcol a rischio. 

68 mila le persone alcoldipendenti, 4.575 incidenti stradali causati dall'uso di alcolici. Tra gli italiani a rischio, l’Osservatorio conta anche 2,7 milioni di anziani e 700.000 minori

I più a rischio sono ragazzi e ragazze tra i 16 e i 17 anni e i cosiddetti “giovani-anziani”, le persone tra i 65 e i 75 anni. Le donne restano consumatrici di alcol molto più moderate, infatti, consumano in media 5,7 litri di alcolici all’anno contro i 16  all’anno degli uomini. Cresce, comunque, il consumo tra le ragazze.

La necessità di ridurre i consumi

Tolti gli astemi, gli italiani consumano ben 12 litri di alcol (misurato come alcol puro) pro capite all’anno. Una quantità che non accenna a calare, nonostante i riconosciuti rischi che ciò comporta per la salute, a partire dal fatto che gli alcolici sono un fattore di rischio per lo sviluppo di alcuni tumori.
In occasione della presentazione dei dati dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore Sanità, si è sottolineata la necessità di agire per ridurne il consumo in Italia e tutelare la salute dei cittadini, ma anche il portafoglio.

Infatti, il consumo di alcol ha ricadute sia sulla salute personale che sulla spesa pubblica, come testimoniano i casi di presa in carico da parte del sistema sanitario. Sebbene sia in calo il numero di persone prese in carico per problemi causati dalla dipendenza dall’alcol, l’Italia spende ogni anno circa 25 miliardi di euro per arginare e gestire le conseguenze che l’alcol ha sul lavoro, sulla salute e sui comportamenti violenti spesso ad esso connessi.

8,6 milioni di italiani sono considerati “bevitori a rischio”

Si tratta di persone che nei 30 giorni precedenti alla rilevazione dell’ISS hanno consumato almeno 3 unità alcoliche al giorno (per gli uomini) e 2 (per le donne), consumato alcol in grandi quantità e tempi ridotti con l’obiettivo di ubriacarsi o bevuto drink alcolici prevalentemente lontano dai pasti.

I dati variano molto anche all’interno delle Regioni italiane con il centro nord complessivamente al di sopra della media nazionale per consumo globale di alcolici e il sud più moderato. Si beve molto nel Nord Est, ma anche in Emilia-Romagna, Toscana e nelle Marche, che detiene il record della maggior percentuale di soggetti che continuano a bere nonostante il medico lo sconsigli.

Perché l’abuso di alcol fa male

L’alcol provoca 17.000 morti ogni anno ed è la principale causa di decesso e disabilità tra i giovani. È sempre più frequente, inoltre, che la cirrosi epatica insorga a seguito dell’abuso di alcolici, invece che come conseguenza del  virus dell’epatite: si tratta di una patologia che provoca più di 5.000 morti all’anno. 

L'alcolismo può favorire la comparsa di vari disturbi cardiaci e vascolari. Chi abusa di alcol è più soggetto all'ipertensione arteriosa, per compromissione del centro nervoso deputato alla regolazione pressoria; ne deriva un conseguente aumento del rischio di ictus cerebrale.

Tuttavia, la condizione più pericolosa per l'alcolista è senz'altro la cardiopatia alcolica, che consiste nella dilatazione delle cavità cardiache e nella riduzione della gittata, con logiche conseguenze infauste per tutto l'organismo. 

Non dimentichiamo poi che l'etilismo (alcolismo) è considerata una tossicodipendenza a tutti gli effetti e, come tale, partecipa all'insorgenza o al peggioramento di varie patologie di natura psichiatrica (ad esempio la depressione, le sindromi ossessive, paranoiche, i disturbi del comportamento alimentare).

Preoccupa, infine, molto il legame tra l’abuso di alcolici e il cancro, che provoca più di 8.000 decessi all’anno. L’International Agency on Cancer Research ha, infatti, inserito l’alcol tra gli agenti cancerogeni. È stato stimato che in Europa il 10% di tutti i tumori maschili e il 3% di quelli femminili siano direttamente attribuibili al suo abuso.

L’alcolista mangia poco e assume poca acqua, introducendo pochi nutrienti e favorendo la disidratazione

Esiste una correlazione strettissima tra alcolismo e carenza di vitamina B1. Questo nutriente, di cui l'organismo non può fare scorta nel fegato, è indispensabile al metabolismo dell'etanolo e viene assunto in maniera insufficiente dall'alcolista.
La carenza di proteine ad alto valore biologico dà spesso origine a una riduzione della massa muscolare, mentre l'eccesso di trigliceridi nel sangue favorisce il deposito adiposo.

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