I motivi per dire: “farina bianca? No, grazie!” (2)

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Sebbene sia l'ingrediente principale di moltissimi alimenti, la farina bianca non è l'unica che può essere utilizzata in cucina. In questo articolo, qualche idea per sostituirla in modo naturale!

Farina bianca e dieta

Da sempre, la dieta mediterranea fa largo uso di farina per la produzione di pasta, pane, pizza e dolci. Dunque perché, oggi, si è scatenato l’allarme secondo cui la farina sarebbe nociva per l’organismo? Attorno agli anni ’50, la produzione di farina ha subito una trasformazione e quella integrale è stata sostituita con quella bianca: più digeribile, più saziante e conservabile più a lungo. Purtroppo, tale cambiamento ha impoverito la farina, privandola degli elementi essenziali e creando un vero e proprio pericolo per il consumatore. Il processo di raffinazione elimina buona parte dell’amido, delle proteine, delle vitamine, degli acidi grassi polinsaturi e dei sali minerali. Inoltre, spesso, il colore così candido è dovuto all’addizione di sostanze nocive: l’ossido di azoto, per esempio, oppure il cloro, il nitrosyl e il perossido di benzoile miscelati con diversi sali chimici. Insomma, non esattamente un toccasana per il benessere dell’organismo!

Le alternative alla farina bianca

Sostituire la farina bianca con le alternative integrali è un’ottima idea, purché il prodotto in questione mantenga davvero tutte le sue caratteristiche intatte: il colore dev’essere scuro e omogeneo e il sapore deve distinguersi da quelli a cui siamo abituati. Altre soluzioni, adatte anche ai pazienti celiaci, si possono ricavare dalle farine di:

  • Ceci: usata per cucinare prodotti tradizionali (ad esempio le panelle siciliane) è, in realtà, la scelta privilegiata da chi segue un regime vegan. Può essere infatti utilizzate per frittate, pizze e focacce.
  • Quinoa: è considerata uno degli alimenti più benefici ed è ottima per la preparazione di prodotti da forno come le piadine. Agisce come protettore per l’apparato cardiocircolatorio, può prevenire l’emicrania, diminuisce l’acidità gastrica ed è la scelta migliore per chi soffre di diabete.
  • Amaranto: ricca di proteine e fibre, è ricavata dai semi di amaranto ma non differisce molto – per proprietà nutritive – dalla farina di quinoa.
  • Mandorle: dal gusto dolce e riconoscibile, è indicata soprattutto per la preparazione di dolci. Si tratta di una farina priva di glutine, molto proteica ed energizzante.
  • Canapa: derivata dalla pressatura dei semi di canapa, questa farina si presenta morbida e compatta. Ha effetto antinfiammatorio, antiossidante e rafforzante del sistema muscolare.

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