Gli effetti del Long-Covid

L’infezione da Covid-19 può avere delle conseguenze importanti anche mesi dopo la guarigione. Stanchezza, insonnia e ansia i sintomi più ricorrenti

L’infezione da Covid-19 può avere delle conseguenze importanti anche mesi dopo la guarigione e in persone giovani e perfettamente in salute prima della malattia. Gli esperti la chiamano Long Covid o sindrome post Covid: circa un terzo dei pazienti positivi al Sars-Cov-2 continua ad avere dei sintomi dopo 6 settimane dalla negativizzazione al virus.

Tutti i sintomi del Long-Covid

L’esito negativo del tampone molecolare sancisce nella maggior parte dei casi la guarigione dall’infezione e permette a chi è reduce dalla Covid-19 di riprendere la propria vita all’interno della società. Non sempre però questo step pone fine alla malattia. Con il passare dei mesi e l’aumentare dei pazienti, cresce infatti la quota di chi segnala alcuni sintomi. Sono almeno dodici e rimangono cioè per diverse settimane dopo la guarigione.
La sindrome può colpire quasi ogni organo del corpo. Non è ancora chiaro se i sintomi sono causati direttamente dal virus o se qualcuno è scatenato dallo stress o dai trauma dell’infezione. Tuttavia, le persone devono essere aiutate a gestire i propri sintomi, soprattutto se associati a malattie croniche.

C’è l’annebbiamento del cervello, che si presenta spesso insieme alla fatica cronica, che secondo uno studio cinese potrebbe riguardare addirittura il 60% dei pazienti. Fra gli altri sintomi segnalati frequentemente, ci sono la difficoltà nel sonno, il respiro corto, palpitazioni e battito irregolare, sintomi neurologici, la perdita dell’olfatto, alcuni sintomi gastrointestinali, rash cutanei o perdita di capelli, dolori muscolari e problemi renali. 

A soffrirne sarebbero 3 su 4 dei pazienti costretti al ricovero durante la fase acuta della malattia.
Alcuni pazienti possono presentare sintomi depressivi o essere affetti da disturbo da stress post-traumatico. Secondo uno studio coordinato dall’Università della Campania Luigi Vanvitelli, infatti, circa il 50% degli italiani intervistati che hanno fatto esperienza diretta del covid ha dichiarato di soffrire di sintomi depressivi mentre il 30% ha problemi di ansia, stress e altri disturbi legati al trauma.

La conferma da uno studio cinese

L’ipotesi che Covid-19 possa lasciare il segno nel tempo trova conferma in uno studio cinese condotto su oltre 1.700 pazienti ammalatisi a Wuhan tra gennaio e maggio. Seguendoli per l’intero arco dell’estate, i medici hanno registrato che il 76% di coloro che si erano ammalati di Covid-19 non si sentiva completamente ristabilito nemmeno sei mesi dopo aver superato l’infezione. Un riscontro a cui i ricercatori sono giunti interrogando i loro pazienti e sottoponendoli a test fisici e di laboratorio.

L’alta percentuale dei pazienti guariti dall’infezione che presenta sintomi persistenti anche a distanza di mesi dalla guarigione è un dato che merita massima attenzione da parte dei medici. Gli effetti prolungati della malattia suggeriscono l’adozione di percorsi terapeutici mirati e di un sistema di monitoraggio anche per i pazienti considerati guariti. 

 

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